Le storie di Natalia – Il bacio di Hvorostovsky

Lug 16, 2026 | Musica, P Magazine

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Le storie di Natalia

Il bacio di Hvorostovsky

 

 


 

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By Bruno Fazzini

Graphic Massimo Piantini

 



 

Il bacio di Hvorostovsky

Da “Le storie di Natalia”

 

Questo video racconta la storia del celebre baritono russo Hvorostovsky che, partito dalla lontana Siberia, raggiunse la fama mondiale.

Egli nutriva un amore particolare per l’opera italiana, in particolare per la musica di Giuseppe Verdi che interpretava con amore e passione professionale.

Bruno Fazzini

 

 



 

Natalia Simakina

Ha iniziato in giovane età, il suo rapporto con la Musica classica al pianoforte

Da lì lo sviluppo verso la tradizione musicale russa è stato un continuum, apprezzando non solo gli autori provenienti da quella scuola, ma guardando a compositori italiani con particolare predilezione al barocco di Pergolesi, Corelli, Scarlatti e, soprattutto, Vivaldi.

La cultura musicale russa apprezza gli autori italiani e Natalia, seguendo le performance della Netrebko e, anni fa, di Hvorostovsky, ama molto le opere di Verdi.

Ma anche le creazioni di Bach e Handel (in special modo i suoi drammi musicali) hanno grande spazio nella sua formazione musicale.

Segue con interesse direttori d’orchestra russi emergenti come Kochanovsky e apprezza le capacità pianistiche di Askenazy.

E’ amante dell’arte pittorica e scultorea italiana, specialmente di quella rinascimentale e del primo barocco.

Laureata in chimica, ha lasciato la professione diversi anni fa dedicandosi all’insegnamento della lingua inglese.

Attualmente vive a Viterbo.

 

https://www.youtube.com/@lestoriediNatalia 

 



 

Il bacio di Hvorostovsky

Da “Le storie di Natalia”

 

Immaginate una criniera argentea, uno sguardo magnetico e una voce che vi fa venire I brividi lungo la schiena: un siberiano della lontana Krasnoyarsk che ha conquistato I teatri d’opera più famosi del mondo.

Dopo le grandi voci russe di Rostropovich e Zishnevskaya, oggi parliamo del più brillante baritono russo di una nuova era.

Si tratta di Dimitri Hvorostovsky, detto la tigre siberiana dell’opera. Un uomo che amava particolarmente l’opera italiana, a cui ha dedicato una parte significativa della sua vita e del suo talento.

 

 

Infanzia e inizi

Hvorostovsky è nato il 16 Ottobre 1962 a Krasnoyarsk, in Siberia.

Da ragazzo era piuttosto birichino: giocava a calcico, faceva pugilato, cantava in un gruppo rock e adorava Led Zeppelin e Deep Purple. La musica la scelse anche per attirare le ragazze.

I genitori lo iscrissero al conservatorio, dove divenne un vero stacanovista: cantava 5-6 ore al giorno. Sua madre lo chiamava “gallettino” perchè era impossibile fermarlo.

Nel 1985 entrò nel teatro dell’opera di Krasnoyarsk con il ruolo di Marullo nel Rigoletto di Verdi.

 

Prime vittorie e la svolta

Il successo arrive rapidamente alla fine degli anni ’80 con
le vittorie al Concorso Glinka Gran Premio a Tolosa, e nel 1989 un vero trionfo al concorso BBC “Singer of the World” a Cardiff.

 

Il ventisettenne siberiano batté I concorrenti più forti e vinse il Gran Premio.
Nessuno si aspettava che un cantante sovietico della lontana Siberia superasse tutti.

Fu dopo questa vittoria che le porte dei grandi teatri si spalancarono.
L’opera italiana occupò immediatamente un posto special nel suo cuore e nel suo repertorio.

 

Hvorostovsky padroneggiava brillantemente il bel canto, quella Tecnica tipicamente italiana,dove la bellezza del suono, il legato e l’espressività sono essenziali.

 

 

Una carriera mondiale e un amore per l’opera italiana.

Subito dopo Cardiff, seguirono I debutti in Europa e in America. In Italia, fece la sua prima esibizione al Teatro La Fenice di Venezia, nel ruolo russo di Onegin: il successo fu enorme e gli aprì la strada per continuare.

I suoi ruoli più celebri furono nelle opere di Giuseppe Verdi: il Conte di Luna ne Il Trovatore (in particolare la famosa aria “ll balen del suo sorriso”), Rigoletto, Giorgio Germont ne La Traviata (ruolo che interpretò decine di volte al Metropolitan Opera), Renato ne Un Ballo in Maschera (Eri tu), Simone Boccanegra, Rodrigo in Don Carlos e molti altri.

 

Hvorostovsky si esibì brillantemente anche nel bel canto: ruoli in opere di Vincenzo Bellini (I Puritani, il suo debutto al Covent Garden) e Gaetano Donizetti (La Favorita e altre). La sua voce da baritone vellutata e ricca, con il suo legato perfetto e la sua profonda spiritualità russa, era ideale per l’opera italiana. I critici notarono che nelle sue interpretazioni le arie italiane suonavano particolarmente espressive ed emozionanti.

 

Si esibì sui palcoscenici più prestigiosi del mondo: La Scala di Milano, il Teatro La Fenice, il Covent Garden Metropolitan Opera, l’Opera di Stato di Vienna. Negli ultimi anni della sua vita, il suo repertorio teatrale consisteva quasi interamente in opere di Verdi. Registrò numerosi dischi di arie e scene italiane, e ancora oggi queste registrazioni vengono ascoltate con grande piacere in Italia e in tutto il mondo.

 

Allo stesso tempo, Dmitry non dimenticò mai la musica russa: canto Čajkovskij, Prokofiev e le romanze russe. Ma l’opera italiana era per lui un amore speciale.

Diceva che in essa sentiva libertà, drammaticità e bellezza, che erano vicine al suo temperamento.

 

 

Vita privata
La vita privata di Dmitry è stata vibrante e complicata, come quella di molti grandi artisti. Nel 1989 sposò la ballerina Svetlana e insieme ebbero dei figli. La famiglia visse a Londra per un periodo, ma la loro vita familiare non era felice.
In seguito, entrò nella sua vita una seconda moglie, Florence.

 

Il capitolo più bello della sua vita iniziò nel 1999 a Ginevra. Durante una rappresentazione dell’opera Don Giovanni di Mozart, conobbe la giovane soprano svizzera Florence Illy (di origini italiane). Secondo la trama dell’opera, i loro personaggi – Don Giovanni e Zerlina – avrebbero dovuto baciarsi. Alla primissima prova, quando si avvicinarono, il bacio fu tutt’altro che teatrale.

Come Florence raccontò in seguito: “fu un bacio vero”. Entrambi sentimmo che era successo qualcosa tra noi. Capii subito che non si trattava solo di una rappresentazione teatrale. Era un sentimento molto forte e reale”.

 

Anche Dmitry ammise che quel bacio durante le prove gli cambiò la vita. Così ebbe inizio la loro bellissima storia d’amore. Florence divenne la sua seconda moglie, gli diede due gemelli e gli rimase accanto fino all’ultimo giorno, soprattutto sostenendolo durante la sua grave malattia.

 

Dmitry chiamava affettuosamente la moglie Flosha.
Per amore del marito, Florence imparò l’inglese e il russo, iniziò a leggere la letteratura russa e a padroneggiare la cucina russa, cucinando il borscht e i pelmeni, Piatti tipici russi,che erano I preferiti di Dmitry.

 

 

Nel 2015 ricevette la difficile notizia di un tumore al cervello.

Nonostante la malattia, cercò di esibirsi sul palco.

Dmitri Hvorostovsky è scomparso il 22 novembre 2017 a Londra, all’età di 55 anni. Le sue ceneri sono state divise tra il cimitero di Novodevichy a Mosca e Krasnoyarsk.

 

Oggi, la sua voce continua a risuonare in tutto il mondo, soprattutto in Italia, dove Verdi e il bel canto sono così amati. Le registrazioni di Hvorostovsky del repertorio italiano raggiungono milioni di visualizzazioni. Rimarrà per sempre uno dei migliori baritone della sua generazione: un cantante russo che ha interpretato l’opera italiana con grande amore e rispetto, donandole nuova profondità e splendore.

Hvorostovsky ha dimostrato che il vero talento unisce le culture. Dalle terre remote della Siberia alle vette dell’opera italiana. E quando sentiamo il suo “ll balen del suo sorriso” o “Eri tu”,diventa chiaro: una voce simile  rimane per sempre nel cuore.

 

 

Natalia Simakina

 

 



 

 



Il bacio di Hvorostovsky

Da “Le storie di Natalia”

Video

 

Il video-racconto di  “Il bacio di Hvorostovsky”

 

 

 

 





 

Rostropovich, vita privata.

Da “Le storie di Natalia”

 

Russian version

 

 

 



 

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